[…]

Chi costruisce case ha la stessa importanza degli ospedali, delle scuole, di tutti quegli enti che sono alla base della vita sociale perché SENZA CASA NON SI VIVE. La qualità della casa è la qualità della vita. Non poter avere casa è una disperazione.

[…]

Voi siete un elemento strutturale della società.

Siete persone importanti.

Credo sia giusto dirvi – non soltanto da prete, ma anche da cittadino – che avete una grande responsabilità, una capacità di inventare modalità tali da far sì che anche chi ha meno mezzi possa avere una casa.

Dicevo anche l’altro giorno al Sindaco di Milano: Milano corre, gli affitti corrono, gli stipendi non corrono.

Occorre trovare un modo per dar casa alla gente.

[…]

Siamo dentro ad un circuito di umanità, di democrazia, di cittadinanza. Potete fare cose straordinarie. […]

Siete un’impresa importante. […]. Credo che sia sempre appagante poter essere delle persone che nell’umanità fanno qualcosa di buono e di necessario per il futuro.

Buon lavoro.

Don Gino

Cooperativa Comunità Nuova Sociale Onlus

http://www.comunitanuovacoop.it/ 

[…]

La Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza nasce il 1° aprile 1919 e rappresenta il primo vero esempio di sistema contrattualmente definito tra Associazioni imprenditoriali e Organizzazioni sindacali di lavoratori.

[…]

Quello che ci tengo a sottolineare e che mi è rimasto impresso sin dagli inizi, sin da quando cercavano di spiegarmi che cosa fosse la Cassa edile e che cosa rappresentasse, è la straordinarietà dell’esistenza di un organo di questo genere capace di mettere intorno ad un medesimo tavolo soggetti con interessi in parte ovviamente differenti che, però, sono sempre portati, tramite discussioni costruttive, ad un fattor comune.

Ed il fattore comune qual è?

Il fattor comune è il benessere e il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita di tutti noi. Il lavoro svolto dalla Cassa insieme alle Istituzioni e agli Enti pubblici preposti è finalizzato alla promozione e alla diffusione della legalità e della trasparenza tra tutti gli operatori del nostro settore; un settore, purtroppo, a volte caratterizzato da un elevato indice infortunistico e da alcune situazioni che possono prevedere l’impiego di manodopera irregolare. Si tratta, quindi, di un organo con importanza centrale.

Ho avuto la fortuna – vi racconto brevemente la mia esperienza personale – di far parte del Comitato di Gestione della Cassa per qualche anno ed ho davvero riscontrato tutto ciò nella pratica. […] Spesso c’erano discussioni, pareri diversi, […], però il fatto di essere seduti tutti attorno ad uno stesso tavolo permetteva alla fine, con un dialogo costruttivo, leale, trasparente di arrivare ad un risultato condiviso.

Oggi Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza eroga assistenze a più di 44.000 beneficiari per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, mentre per quanto riguarda, invece, la parte di aiuti alle imprese, il valore dei sussidi per trattamenti economici per malattia e infortunio, oltre alle varie premialità che vengono erogate, raggiunge un valore che supera i 2 milioni di euro. Sono dei numeri assolutamente importanti che ne dimostrano il ruolo fondamentale. Svolge, poi, ovviamente l’attività di verifica della regolarità contributiva, dei sopralluoghi nei cantieri, del recupero dei contributi non versati. Tutto ciò – parlo da imprenditrice che si confronta spesso con la Cassa – con tempi assolutamente e veramente celeri che sono molto importanti per chi lavora e ha bisogno di operare nei tempi. Tutti esempi – e questo penso sia proprio l’obiettivo di questa Istituzione che oggi compie cent’anni e che senz’altro ne avrà altrettanti davanti a sé, […] – di come la Cassa cerchi di lavorare per un mercato più giusto, un mercato più leale, un mercato che possa essere di esempio per il futuro e per i nostri figli.

Grazie mille.

Durante la tavola rotonda “Milano oggi e domani: il ruolo delle costruzioni“, svoltasi lo scorso 29 Novembre all’interno dell’evento “Costruire il futuro da protagonisti. Dai 100 anni di storia della Cassa Edile di Milano verso una nuova visione della bilateralità” le Parti Sociali territoriali si sono confrontate con l’Amministrazione comunale di Milano, nella persona di Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio del Comune, per esporre le proprie aspettative verso la Pubblica Amministrazione all’insegna di un rapporto sempre più collaborativo e sinergico.

Di seguito il breve filmato che sintetizza le richieste, in ordine d’esposizione, di Marco Dettori, Presidente Assimpredil Ance, Marco Accornero, Segretario Generale CLAAI – Unione Artigiani di Milano e Monza Brianza, Katiuscia Calabretta, Segretario Generale FILLEA CGIL Milano, Enrico Vizza, Segretario Generale FENEALUIL Milano, Cremona, Lodi, Pavia e Alem Gracic, Segretario Generale FILCA CISL Milano Metropoli.

In chiusura l’appello all’alleanza di Lamberto Bertolè nel rispetto delle parti, dei punti di vista diversi perché il sistema che rappresenta vive e si sviluppa sul riconoscimento reciproco dei ruoli e degli ambiti di rappresentanza.

Marco Dettori, Presidente Assimpredil Ance

100 anni fa a Milano nasceva la prima Cassa Edile italiana e partiva una grande storia di innovazione nel welfare aziendale, nella creazione di un modello di bilateralità che si è poi esteso a tutta l’edilizia. Un modello che ancora oggi possiamo con orgoglio dire che sia unico nel contesto dei settori economici del Paese. È la storia di un settore che ha creduto fattibile uno sviluppo sostenibile, con la dignità del lavoro come valore della sua crescita. Oggi il settore è chiamato a nuove e sempre più difficili sfide di mercato e la Cassa Edile è strumento imprescindibile nel contrasto all’elusione del contratto, all’illegalità e al ridare dignità al lavoro delle imprese e dei lavoratori, garantendo il mantenimento di un moderno e qualitativo sistema di assistenza.

I tre Segretari Generali delle Organizzazioni sindacali

COME UNA QUERCIA, SECOLARE

I primi 100 anni della Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza

Questa è l’immagine che anche la Cassa Edile ha deciso di utilizzare per raccontare la sua storia, quella di un albero che affonda le sue radici nel primo dopoguerra, l’istituzione della Cassa risale infatti al contratto di lavoro del 1° Aprile 1919 stipulato tra il “Collegio dei Capimastri di Milano” e l’“Associazione Mutuo Miglioramento fra Muratori, Badilanti, Manovali e Garzoni di Milano”. Nasce per fornire sussidi ai lavoratori di Milano e Provincia involontariamente disoccupati a causa dello stato di guerra e sprovvisti di assistenza statale. Rappresenta il primo esempio di istituto assistenziale della categoria edile al quale le Casse Edili, che sono nate successivamente, si sono ispirate.

Cassa Edile di Milano, successivamente con Lodi, Monza e Brianza, è il modello più importante di relazioni bilaterali tra Rappresentanti delle imprese e dei lavoratori. Un modello che nel corso degli anni ha contribuito a far nascere altre esperienze di Enti bilaterali e paritetici. La formazione con Scuole Edili, i Comitati Paritetici Territoriali sulla sicurezza e la bilateralità dell’artigianato ne sono la dimostrazione.

Da anni le Casse Edili e la bilateralità tutta rappresentano un modello di welfare, di presidio della regolarità, di formazione e prevenzione. I tre giorni dedicati al centenario a Milano sono stati l’occasione per riflettere insieme su quanto fatto, su quanto si sta facendo e soprattutto sul futuro della nostra bilateralità. Le tavole rotonde che hanno visto il coinvolgimento delle università, delle istituzioni locali e nazionali, dei colleghi di settore europei, oltre naturalmente alle Parti sociali a tutti i livelli, sono state occasioni di confronto proficuo.

La crisi internazionale del 2008 ha messo a dura prova il settore delle costruzioni e, di conseguenza, anche il sistema bilaterale, che grazie alle azioni delle Parti Sociali ha mantenuto le sue caratteristiche di mutualità e assistenza.

Nel 2018 la Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza ha erogato prestazioni di carattere sanitario, scolastico e sociale a 44.434 beneficiari (lavoratori e familiari) per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro e ha corrisposto a 11.856 imprese rimborsi per trattamento economico di malattia e infortunio, oltre a premialità di vario titolo, per un valore di 2,8 milioni di euro.

Milano attrae sempre più capitali, anche dall’estero; nei prossimi 10 anni arriveranno diversi miliardi di investimenti immobiliari, non focalizzati esclusivamente sul centro storico, ma anche sulle aree suburbane. Gran parte di questi capitali sono in mano a poche importanti società immobiliari o a fondi statunitensi, australiani, qatarioti. Il punto diventa, quindi, governare questi fenomeni di trasformazione di una grande area metropolitana; dalla riconversione dell’area di Expo, alla Città della Salute a Sesto San Giovanni, al nuovo stadio, alla riqualificazione degli scali ferroviari, al prolungamento delle linee metropolitane, al ridisegno di alcuni quartieri, passando per le Olimpiadi invernali del 2026, l’impatto sarà notevole. Il PGT del Comune di Milano, fornisce indicazioni forti nella direzione del contenimento del consumo di suolo, dell’obbligo per le nuove costruzioni di essere a zero emissioni di CO2, della creazione di spazi verdi, del recupero del patrimonio edilizio degradato; resta, però, necessaria una più ampia e strutturata regia politica e noi crediamo di avere un’esperienza sufficientemente solida (come una quercia appunto) per poter dare, come sindacato e come soggetti della bilateralità edile, un contributo importante di idee e di azioni per uno sviluppo sostenibile delle nostre città. Il nostro impegno costante dovrebbe aiutare i tavoli di confronto anche ad altri livelli e fare in modo che gli stessi argomenti siano trattati in maniera adeguata, attraverso la Legge della Regione Lombardia sulla rigenerazione urbana, nelle riqualificazioni delle aree dismesse nel Lodigiano e nelle trasformazioni urbanistiche su Monza Brianza.

Enrico Vizza, FENEALUIL Milano, Cremona, Lodi, Pavia

Alem Gracic, FILCA CISL Milano Metropoli

Katiuscia Calabretta, FILLEA CGIL Milano

Obiettivo dell’indagine

L’abitare è al centro degli interessi della società e del cittadino consumatore: che cosa vuole il mercato pubblico? Quali sono i bisogni, i desideri, i sogni?

Caratteristiche della ricerca

Sviluppo di una ricerca basata su un campione di oltre 3.000 casi a livello nazionale con un sovra campionamento sulla zona dell’area di Milano, Lodi, Monza e Brianza di 1.000 casi al fine di ottenere il confronto tra il dato della zona di riferimento e il dato nazionale.

Primi risultati dell’indagine

La soddisfazione verso la propria casa è molto alta: il voto medio per Milano, Lodi, Monza e Brianza è pari a 7,7 su una scala da 1:10.

Questo dato ci dice (e non era così in passato) che la casa è il punto di riferimento di qualità della propria soddisfazione di vita.

A livello nazionale questo dato cresce ancora e si attesta su una media dell’8.

Il fatto che ci sia questa soddisfazione così elevata verso l’abitare, cosa che non riguarda molte altre aree di consumo e di servizio, vuol dire che è un mercato pronto e maturo a intercettare proposte anche di innovazione e cambiamento.

Il dato più interessante per capire la mobilità intorno alla casa è la propensione al cambiamento.

Nonostante la soddisfazione molto alta, il 60% in questa zona (contro il 44,5% del dato nazionale), potendo, in certe condizioni, cambierebbe casa.

Mentre una volta il cambiamento era legato all’andarsene via, oggi, il cambiamento, molto spesso, è legato ad un miglioramento della casa, restando sempre in una determinata area.

Secondo una ricerca svolta alla fine degli anni 90, il 40% dei Milanesi voleva lasciare la città per trasferirsi in campagna, all’estero. Questa percentuale si è ridotta moltissimo. D’altra parte Milano è un forte attrattore per i Milanesi stessi in questa fase storica. Chi vorrebbe e potrebbe cambiare casa in realtà vuole restare nello stesso Comune (41% nelle tre province lombarde e il 44% a livello nazionale): ciò comporta, in realtà, un miglioramento nel contesto di riferimento; non è una fuga, non è un elemento radicale di trasformazione sociale ma è un elemento di continuità.

In passato, inoltre, il cambiare era legato alla necessità di avere maggiori spazi. Il miglioramento della dimensione fisica della casa era il cuore della domanda.

Ora le cose non stanno più così.

Non c’entra più il prestigio o la dimensione prospettica della casa o l’immagine sociale della casa stessa. Il tema è: si fanno più cose, che devono essere ospitate, bisogna stare più comodi, bisogna razionalizzare il tempo e le attività. Questo implica una ridefinizione di prospettive, di attività, di progettazione che riguarda anche i materiali, i tagli degli appartamenti.

Il miglioramento dell’abitare si lega soprattutto a questi elementi di funzionalità e di servizi articolati.

Chi non vuole cambiare casa?

Il 39%, a complemento del 60% sopra indicato: è un dato relativamente basso contro il 55% del nazionale.

Ovviamente la componente economica è importante, pesa il 10%. Tuttavia, l’elemento interessante da osservare è che gli aspetti strutturali economici pesano in questa quota assai meno del fatto che la casa piaccia già così com’è (lo afferma il 56% dei lombardi contro il 68% del campione nazionale).

Cambiando casa che cosa si cerca. Il nuovo o la casa da ristrutturare. La dimensione del nuovo prevale nettamente, oltre 50%, e rappresenta una novità rispetto alle precedenti ricerche. Prima non c’era molta attenzione all’edificio nuovo, con contenuti e tecnologie nuove.

L’attenzione al nuovo, ai nuovi layout, alle nuove tecniche costruttive è il punto su cui c’è forte attenzione da parte del mercato pubblico.

L’elemento altrettanto nuovo è il contesto, ovvero la presenza di servizi, il verde pubblico vicino e accessibile, la sicurezza, i mezzi di trasporto e le relazioni sociali con la famiglia. Questa è una novità assoluta. Il contesto della casa: la casa non è più organizzata da sola ma diviene un aspetto quasi interno dell’abitare stesso.

La correlazione servizi-verde-funzioni di mobilità è il cuore fondamentale di questa domanda.

Tutta una serie di elementi molto forti in passato (i box, i parcheggi, ecc.) contano ma sono meno importanti rispetto a questi elementi legati a quello che oggi potremmo chiamare convenzionalmente “ambiente sostenibile”.

La casa sognata.

La prima macro dimensione è la funzionalità che tocca quasi ¼ del campione: distribuzione dei locali, i tagli – su cui c’è molta attenzione da parte del mercato pubblico – l’arredamento, l’organizzazione degli spazi, gli spazi aggiuntivi (il 2° bagno ormai è fondamentale per tutti), il dialogo fra gli spazi (es. cucina- soggiorno). In generale la casa deve essere un’intersezione di funzioni e di servizi che portano a un tutt’uno.

La seconda macro dimensione è l’ambiente che è una prosecuzione della casa: da qui la centralità dei balconi, dei giardini, come elementi organizzatori degli spazi.

Il verde vissuto come un luogo d’abitare che prosegue fuori ma che deve cominciare all’interno della casa.

C’è molta attenzione a tutto ciò che è il contenuto di servizio, di funzionalità estetica della casa, all’arredo, alla qualità dei materiali (grande novità), alla personalizzazione della casa. La casa della casa. La casa “poliedrica” perché può contenere soluzioni attraverso questa declinazione dei servizi e degli ambienti differenziante anche come rappresentazione sociale rispetto agli individui.

La casa del verde. La casa che guarda all’esterno. Se una volta la casa era tutta auto-riferita adesso è aperta.

Se dovessimo stilare una classifica dei requisiti molto importanti per costruire una casa avremmo: la funzionalità, il rapporto qualità/prezzo (che non è al primo posto), la presenza di balconi/terrazzi, basse spese di gestione (un tema di efficienza nella gestione della casa che si lega anche alla centralità energetica), il giardino, ecc.

Le tecnologie di cui tanto si parla non sono vissute come un elemento centrale della casa. Si dà per certo che un peso di tecnologia ci sia già come commodity nella casa ma non è un elemento di caratterizzazione funzionale della casa. Questo è un tema che rientra nella mobilità. La tecnologia digitale come uso di tempo vissuta fuori dalla casa e la casa, semmai, è considerata un touch finale.

In precedenza la casa veniva percepita come un bunker: la casa isolava da tutto il resto che nella psicologia collettiva veniva visto come un resto negativo e difficile.

In pochi anni siamo passati all’abitare aperto. La casa che si apre verso l’esterno. La casa poliedrica ospita diverse funzioni e diverse attività che sono costitutive dell’abitare. L’abitare è un’attività, un’operatività che l’individuo fa all’interno della casa. Non è un rapporto passivo rispetto ad un luogo che prima doveva solo ospitare e adesso deve stimolare.

È una trasformazione antropologica gigantesca dalla casa bunker alla casa aperta. Significa tutto un modo diverso di intendere la casa come pezzo aperto dentro la città che interagisce con gli spazi esterni.

La casa dei sogni. Due grandi dimensioni. La prima è la luce che è l’elemento ambientale più importante perché segna il rapporto tra l’abitare e l’esterno.

L’aspetto sostenibile diventa importante: meglio la luce naturale che entra (balconi, terrazzi, vetrate ampie) e spazi che si aprono in modo da poter ricevere tutta questa alimentazione.

La seconda dimensione è rappresentata dal silenzio; la silenziosità è un punto fondamentale. Il tema del silenzio collegato al tema della luce è il paradigma di cui qualsiasi progetto deve tenere conto.

Dove vorrebbe vivere la gente. La casa ideale.

Il 49% vorrebbe vivere in una villetta (non a schiera) e il 27% in piccoli condomini.

In passato, la villetta singola era preferita solo dal 31% per la sua scarsa sicurezza. Oggi il tema ambientale di correlazione con l’esterno, fa sì che la villetta divenga protagonista. Il desiderio di autonomia che supera quella fase di paura è il dato più importante.

Dai muri alle soglie: devono sfumare i confini verso l’esterno, le finestre sono più ampie, c’è trasparenza e le finestre devono diventare soglie verso l’esterno.

Abitare come il cuore di una realtà che si contrasta con la distopia della metropoli diffusa e opprimente che ci potrebbe accompagnare.

Slides presentate durante il convegno “Costruire il futuro da protagonisti. Dai 100 anni di storia della Cassa Edile verso una nuova visione della bilateralità” del 29 Novembre 2019

Rapporto finale della ricerca “Vivere e abitare in futuro: verso la casa poliedrica

[…]

La contrattazione collettiva che regola il lavoro di questo settore è sempre stata anticipatrice in due direzioni:

la prima, anzitutto, è sempre stata una forma di relazione continuativa, stabile, […] basata su legami di fiducia reciproca, di lealtà, certo c’è stato anche il conflitto […] però, guardate che questo non si verifica nella generalità delle realtà italiane. Purtroppo abbiamo avuto delle relazioni sindacali difficili in molta parte della nostra storia che non hanno permesso di costruire nel tempo rapporti stabili. Invece, soprattutto adesso, […] io credo che l’insegnamento della storia della contrattazione collettiva di questo settore sia fondamentale.

Per fare delle cose positive in un mondo complicato non si può improvvisare […] è fondamentale costruire nel tempo una serie di relazioni stabili, possibilmente collaborative, pur con qualche confronto.

Non è così nelle altre categorie che hanno storie spezzettate, turbolente, molto conflittuali. Però, adesso, se guardiamo in avanti, il futuro dell’economia, delle tecnologie sarà complicato. […] Con le difficoltà che ci sono, con le pressioni competitive, o noi veramente costruiamo le cose insieme, facciamo un investimento collaborativo o altrimenti è male per tutti. Questo è il primo insegnamento, pur con le varianti del caso.

Seconda [direzione]. Sempre sulla contrattazione. […]. Voi avete sempre avuto una contrattazione territoriale. Anche questa è un’eccezione. L’Italia ha, come altri Paesi, una contrattazione su due livelli: nazionale e aziendale, con una difficoltà di coordinamento. La contrattazione nazionale dà delle regole comuni a tutto il settore e la contrattazione aziendale cerca di specificare, di dare soluzioni vicine alla realtà. Beh, nel vostro settore c’è sempre stata. […]. Il vostro è stato un sistema con la contrattazione provinciale fondamentale. È chiaro perché voi avete una realtà produttiva nobile, piccola, spesso frammentata; quindi avere una base territoriale è essenziale. Oltre tutto permette – anche questa è una novità – di legare le cose che si fanno nelle aziende, nei cantieri con la realtà territoriale. Guardate che noi in Italia, in generale, non ci siamo ancora su questo. […] In Italia ci sono 4 milioni di imprese, il 95% sono piccole o piccolissime, anche in settori diversi dal vostro. Con la contrattazione aziendale non li prendiamo tutti. Infatti, se guardiamo i dati, siamo sul 30%, sul 20%, dipende dal settore. Se vogliamo che il modo di regolare le condizioni di lavoro collettive raggiunga tutti, l’unica via è la contrattazione territoriale. […] Secondo me voi l’avete sempre usata, l’avete rinnovata … attenzione una contrattazione provinciale territoriale coordinata dal livello nazionale. Non è che ognuno fa per sé. […] Anche qui il coordinamento nel sistema italiano non ha sempre funzionato molto bene […]. Altro insegnamento.

[…]

La seconda area su cui avete una storia importante, veramente eccezionale, è il welfare. Non solo perché nelle origini voi siete stati degli anticipatori; cioè, le varie assicurazioni sui rischi e sui bisogni sociali non sono venute dallo Stato. Sono venute dal sistema mutualistico, non solo nel vostro settore, anche in altri; però nel vostro settore abbiamo visto il tema della disoccupazione, della malattia, dell’infortunio. Si tratta, quindi, di un’anticipazione storica.

Adesso tutti hanno scoperto il welfare aziendale, integrativo. Si è visto che il welfare pubblico, fondamentale perché dà la copertura ai bisogni essenziali, va integrato perché ci sono bisogni nuovi, molto personalizzati e il sistema pubblico non raggiunge tutti.

[…]

Dalle ultime indagini svolte al CNEL con la collaborazione del Ministero del Lavoro è emerso che su 40.000 circa contratti aziendali che censiamo, 7-8.000 si occupano di welfare aziendale, cioè di integrare il welfare pubblico con vari benefici che possono spaziare da aiuti alla famiglia per l’educazione, alla mobilità collettiva, all’integrazione della sanità, della pensione, eccetera.

Questa è una cosa che è diventata molto comune. È una frontiera del futuro e voi l’avevate cominciata da tempo e adesso tutti la stanno seguendo.

Problema e concludo […].

Le Casse sono diventate un agente anche di servizio pubblico: il controllo del DURC, il controllo della legalità e un centro di servizi: di formazione (ad esempio). Anche di servizi burocratici. Troppi. Troppa burocrazia ovunque, anche da voi. Il futuro anche del sindacato come gestisce il bisogno di servizi? Questo mondo complicato fa sì che tutti i diritti scritti nelle leggi non servono se non vi hai l’accesso. […] L’accesso ai diritti si ha attraverso dei servizi che ti vengono resi […] da centri di servizi e voi siete un centro di servizi.

Perché problema. Qual è l’equilibrio tra un centro di servizi, un attore del welfare, uno strumento di contrattazione. Questo è un dibattito che vedo anche in altri settori sindacali. Se esagerate coi servizi, con la burocrazia, rischiate di perdere il filo? Il futuro ha bisogno di servizi? Ha bisogno di welfare? Voi siete una parte. Interrogatevi come su come svolgere questa funzione in futuro.

Per celebrare la ricorrenza del centesimo anno dalla fondazione, la nostra Cassa ha realizzato una mostra fotografica storica dal titolo “100 anni in cantiere per voi” allestita temporaneamente in occasione dell’evento “Costruire il futuro da protagonisti. Dai 100 anni di storia della Cassa Edile di Milano verso una nuova visione della bilateralità”, svoltosi il 28-29-30 Novembre u.s. presso la sala convegni “Spazio Event” di Comunità Nuova Cooperativa Sociale di Don Gino Rigoldi, ed esposta permanentemente presso l’ingresso della sede principale di Via San Luca, 6 a Milano.

L’esposizione, composta in totale da 13 pannelli, ripercorre la storia del nostro Ente, dalla nascita fino ai giorni nostri, con uno sguardo al futuro.

Ad ogni pannello, dedicato ad una fase storica significativa per la vita della Cassa, è stato associato un valore, espressione della sua identità.

La mostra, insieme al concorso fotografico rivolto ai lavoratori “Il bello del cantiere”, è una delle iniziative sviluppate per il festeggiamento dello storico traguardo raggiunto.

 

Il concorso fotografico “Il bello del cantiere” nasce da un progetto condiviso con ESEM-CPT Ente Unificato Formazione e Sicurezza e rientra tra le iniziative sviluppate all’interno della celebrazione del 100° anniversario della nostra Cassa Edile.

Spesso, nell’immaginario collettivo, vengono associati al cantiere concetti di rischio e di pericolo; lo scopo del concorso è stato mostrare il cantiere sotto un’altra luce: si tratta del luogo dove nascono e prendono vita progetti urbanistici che rendono il contesto in cui viviamo migliore.

In particolare, le fotografie dei nostri lavoratori e delle nostre lavoratrici ci hanno testimoniato la meraviglia del loro luogo di lavoro.

La prima edizione del concorso, aperta ai lavoratori iscritti in Cassa Edile nel periodo ottobre 2018 – settembre 2019 ed ai familiari previsti, ovvero coniuge o figlio/a, ha visto l’aggiudicazione del seguente podio:

Primi tre classificati

1° classificato: Francesca Brambilla con la foto intitolata “Arte in cantiere

2° classificato: Graziano Brambati con la foto intitolata “Thunderstorm

3° classificato: Cristi Florin Ungureanu con la foto intitolata “Mangia

Oltre ai primi 3 classificati sono state attribuite 9 menzioni speciali (raffigurate nell’immagine in alto) ad altrettanti concorrenti che si sono distinti grazie alla creatività dei loro scatti fotografici.

Menzioni speciali

1) Menzione speciale: PAESAGGI URBANI
Foto: “Bagliore tra le nubi
Fotografo: COSIMO DAMIANO CAPPELLARI

2) Menzione speciale: GEOMETRIE
Foto: “Passione ruotante
Fotografo: FERNANDO ANTONIO COLASURDO

3) Menzione speciale: ORIGINALITA’
Foto: “Sottosservazione
Fotografo: LUCA BASSETTO

4) Menzione speciale: ISTANTANEA
Foto: “Pausa pranzo vintage
Fotografo: IVAN ROTA

5) Menzione speciale: PAESAGGIO DI CANTIERE
Foto: “Wheel barrow
Fotografo: ERVINO RENON

6) Menzione speciale: MIGLIOR AUTORE
Foto: “Lavoro + street art, Incroci ravvicinati, Il nonno ci osserva sempre
Fotografo: DANIELE CERIOTTI

7) Menzione speciale: SALVAGUARDIA PATRIMONIO ARTISTICO
Foto: “Luci e ombre
Fotografo: VALERIA GALIZZI

8) Menzione speciale: MILANO DA BERE
Foto: “Un’esclusiva prospettiva
Fotografo: ELENA SCISCIOLI

9) Menzione speciale: FOTO IN NOTTURNA
Foto: “La vita di un operaio
Fotografo: ANTHONY RODRIGUEZ

In particolare, il lavoratore Daniele Ceriotti, già vincitore della menzione speciale “Miglior autore”, ha vinto il concorso Facebook con la foto “Lavoro + street art” totalizzando 1.006 Like.

Il 19 dicembre 2017 Assimpredil Ance e le Organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori delle Province di Milano, Lodi, Monza e Brianza hanno sottoscritto le intese di rinnovo degli accordi 22 dicembre 2011, riguardanti gli operai e gli impiegati dipendenti dalle imprese edili ed affini delle Province di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

Per la prima volta, alle trattative ed alla sottoscrizione degli accordi hanno partecipato anche le rappresentanze territoriali datoriali dell’Artigianato.

Salvo quanto diversamente disposto per singole norme, i nuovi accordi territoriali hanno decorrenza dal 1° gennaio 2018 e scadenza il 31 dicembre 2019.

Nel rimandare all’articolo di approfondimento redatto sul tema da Assimpredil Ance e dalle Organizzazioni sindacali per scaricare il testo degli accordi cliccare qui.

E’ stato firmato il Contratto Collettivo Provinciale 19 dicembre 2017, integrativo del Contratto Collettivo Nazionale 1° luglio 2014 per i dipendenti delle imprese edili e affini, un comparto che rappresenta, nonostante la pesante crisi dell’ultimo decennio, quasi il 10% del PIL del territorio della Città Metropolitana e delle Province di Lodi, Monza e Brianza.

Le Parti Sociali firmatarie ritengono che il nuovo contratto sia un passaggio importante per il rilancio del settore delle costruzioni in un momento ancora difficile per il settore, con una situazione del mercato edile che non evidenzia una capillare e diffusa ripresa dell’occupazione e del lavoro.

La trattativa con le Organizzazioni sindacali dei lavoratori (FEDERAZIONE TERRITORIALE EDILI ED AFFINI ‐Fe.N.E.A.L. ‐ U.I.L. ‐ SINDACATO TERRITORIALE DI MILANO, LODI, PAVIA E MONZA E BRIANZA; FEDERAZIONE TERRITORIALE LAVORATORI COSTRUZIONI E AFFINI ‐ F.I.L.C.A.‐C.I.S.L. ‐ DEI COMPRENSORI DI MILANO, PAVIA, LODI, MONZA E BRIANZA E LECCO; FEDERAZIONE TERRITORIALE LAVORATORI DEL LEGNO, EDILI ED AFFINI ‐ F.I.L.L.E.A. ‐ C.G.I.L. ‐ DEI COMPRENSORI DI MILANO, LODI, MONZA E BRIANZA E TICINO OLONA) ha visto partecipare allo stesso tavolo congiuntamente tutta la rappresentanza datoriale industriale e dell’artigianato, ASSIMPREDIL ANCE ‐ ASSOCIAZIONE DELLE IMPRESE EDILI E COMPLEMENTARI DELLE PROVINCE DI MILANO, LODI, MONZA E BRIANZA e le Organizzazioni artigiane (C.L.A.A.I ‐ UNIONE ARTIGIANI PROVINCIA DI MILANO e PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA; APA – CONFARTIGIANATO IMPRESE MILANO, MONZA BRIANZA; CONFARTIGIANATO IMPRESE ALTO MILANESE; CONFARTIGIANATO IMPRESE PROVINCIA DI LODI; CNA MILANO; CNA DEL LARIO E DELLA BRIANZA; UNIAPAM CASA ARTIGIANI; CASA ARTIGIANI ‐ UNIONE ARTIGIANI DI LODI E PROVINCIA).

Il lungo e difficile confronto tra le parti è stato caratterizzato da una volontà condivisa di far fronte comune verso le sfide e le trasformazioni del settore, nel territorio che esprime la maggiore capacità produttiva nazionale delle costruzioni.

Nell’integrativo sono state evidenziate:

Nella Città Metropolitana e nelle Province di Lodi, Monza e Brianza sarà, inoltre, possibile, grazie all’accordo sottoscritto, premiare le imprese virtuose, perché su di esse si basano la credibilità del settore edile, il suo rilancio e le prospettive di futuro sviluppo occupazionale.

I punti di maggiore innovazione riguardano:

  1. VALORIZZAZIONE DEL CONTRATTO EDILE: il contratto edile è lo strumento principe per la gestione del personale operante nei cantieri edili, perché adeguato ai rischi propriamente derivanti dalle lavorazioni tipiche del cantiere, con tutele e garanzie per imprese e lavoratori.
  2. ADEGUAMENTO DELLE INDENNITA’ DI TRASPORTO E MENSA per i lavoratori del settore.
  3. MANTENIMENTO E VALORIZZAZIONE DELLE PRESTAZIONI DEGLI ENTI BILATERALI in favore dei lavoratori.
  4. RILANCIO E VALORIZZAZIONE DEL SISTEMA DI RAPPRESENTANZA dei lavoratori (RLS e RLST) riguardo a SALUTE E SICUREZZA nei cantieri.
  5. VALORIZZAZIONE DELLE IMPRESE CHE APPLICANO CORRETTAMENTE IL CONTRATTO: il contratto edile, rafforzando garanzie e tutele per i lavoratori, è stato reso oggi maggiormente attrattivo anche per le imprese, grazie al riconoscimento di misure premiali a favore di quelle regolari che attivino iniziative di innovazione, formazione e sicurezza, sviluppando ulteriori azioni rispetto agli obblighi di legge.
  6. VALORIZZAZIONE DEL RUOLO DEL SISTEMA BILATERALE EDILE: lo sforzo delle Parti Sociali è andato nel senso di adeguare strutture e compiti degli Enti bilaterali (Cassa Edile e ESEM-CPT Ente Unificato Formazione e Sicurezza) ai bisogni del settore, ottimizzando la qualità delle loro azioni e ponendole a servizio di imprese e lavoratori per farli diventare sempre più il punto di riferimento per tutti gli operatori del cantiere edile.

Salvo quanto diversamente disposto per singole norme, i nuovi accordi territoriali avranno decorrenza dal 1° gennaio 2018 e scadenza il 31 dicembre 2019.

Per l’intero periodo di vigenza del contratto collettivo provinciale (c.c.p.l.), gli adeguamenti salariali riconoscono un incremento delle indennità di trasporto e mensa, e, dall’altro lato, per il medesimo periodo, sono state introdotte forme di premialità per le imprese, miranti a ridurre ulteriormente i costi per le aziende regolari, virtuose e/o comunque meritevoli.

Il costo del lavoro, a seguito degli incrementi salariali di cui sopra e senza tener conto delle premialità per le imprese, comporta un aumento rispetto all’anno 2017 dello 0,94%, con una riduzione dello 0,14% se raffrontato con quello in vigore alla scadenza del precedente Contratto Collettivo Provinciale (31 dicembre 2013).

Ciò in quanto, pur con gli aumenti salariali previsti in sede di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale (1° luglio 2014), grazie all’azione svolta sono stati ridotti gli oneri contributivi INPS e Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza a carico delle imprese edili.

Inoltre, per il periodo 2015 – 2017 la negatività dell’andamento del settore sul territorio non ha consentito il riconoscimento dell’elemento variabile della retribuzione (EVR), essendo risultati negativi tutti gli indici.

Il passato con un occhio al presente
La CNCE quale Commissione nazionale delle Casse Edili è nata con un ruolo di coordinamento al livello centrale di tutte le Casse Edili esistenti sul territorio nazionale. Ha svolto e continua a svolgere un ruolo di sintesi tra le esigenze dei diversi territori, coordinandone il funzionamento dei principali istituti che scaturiscono dal dettato contrattuale e fornisce, in combinato disposto con le nostre istituzioni, regole omogenee e certe per garantire il lavoro delle imprese e dei lavoratori.

Per anni si è limitata a coordinare i vari pezzi del sistema composto dalle singole Casse, fino a quando le Parti Sociali le hanno voluto attribuire una veste diversa e divenire essa stessa un “pezzo del sistema”. Un sistema integrato, in cui la Commissione oltre a coordinare, supporta e gestisce per finalizzare e per garantire il buon funzionamento di alcuni importanti istituti.

Il DURC – Documento Unico Regolarità Contributiva
Sin dagli albori il lavoro di squadra con le Istituzioni competenti e con Inps e Inail, per garantire la ‘regolarità’ del lavoro edile, ha dato i suoi frutti. Ed è stato centrale il ruolo della Commissione nella stesura di tutta la normativa sul Durc e nel corroborare l’attività delle Casse per il corretto svolgimento della funzione di enti erogatori della regolarità contributiva.

Pur consapevoli che alcuni aspetti della normativa ancora a tutt’oggi risultano ostici e a volte farraginosi, non può negarsi che il Durc in edilizia rappresenta un risultato importantissimo che ha fatto da apripista a tutti gli altri settori quando il Legislatore, nel 2006, lo ha introdotto quale condizione di regolarità negli appalti non solo di lavori ma anche di servizi.

Un modello di grande rilievo; uno strumento di lotta al lavoro nero e alla concorrenza sleale, che garantisce, al contempo la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori presenti giornalmente in cantiere.

Il DOL – Durc On Line
Con l’introduzione per legge del DOL – Durc on Line – alla Commissione è stato chiesto di assolvere alla gestione del sistema centrale di rilascio della regolarità, insieme a Inps e Inail, pur ovviamente non sottacendo il permanente ruolo delle singole Casse nel sistema di rilascio.

È indubbio che si tratta di un ruolo diverso da quello di semplice coordinatore, volto a garantire il funzionamento di un sistema, quello del DOL, che non potrebbe trovare un corretto assolvimento se non con la presenza di un supporto centrale qual è la CNCE.

Fondo Nazionale APE
Si pensi, poi, ad un altro sistema creato dalle Parti Sociali nella stesura dell’ultimo contratto attraverso il quale è stato attribuito alla Commissione un compito fondamentale, quanto delicato, nella gestione del Fondo nazionale Ape. Un sistema che ha permesso di trovare una quadra ai molteplici particolarismi territoriali.
La CNCE ha garantito una gestione competente e pronta a rispondere alle diverse sollecitazioni che nel tempo sono arrivate, supportando le singole realtà territoriali.

Il presente con un occhio al futuro
E guardando al domani, di estremo rilievo sono i progetti attualmente in itinere che abbiamo valutato insieme al Direttore e su spinta delle Parti Sociali e che spero possano essere presto condivisi per dare un vero contributo fattivo al futuro delle costruzioni.

Così è l’idea, ancora all’esame dei tavoli di rinnovo contrattuale, di dare avvio ad una denuncia unica delle imprese su tutto il territorio nazionale che vedrebbe ugualmente assegnati alla Commissione compiti relativi ad una gestione integrata del sistema, mettendo a disposizione di tutte le Casse Edili e Edilcasse uno strumento unico e condiviso di acquisizione delle denunce. Ma mi riferisco al progetto F24, per una gestione dei pagamenti alle Casse omogenea su tutto il territorio nazionale al fine di garantire e facilitare anche le imprese nei loro rapporti creditori con la P.A.

Abbiamo da tempo completato il nostro lavoro di verifica della fattibilità tecnica del progetto e rimesso alle Parti Sociali ogni decisione in merito. Anche in questo caso, qualora le Parti decidano in tal senso, alla Cnce non spetterà soltanto il compito di sottoscrivere la convenzione con INPS e di dare indicazioni o regolamenti operativi, ma dovrà predisporre uno specifico servizio che quotidianamente controlli i flussi contributivi che perverranno dalla Banca d’Italia, i flussi informativi dalla Agenzia delle Entrate, il corretto funzionamento del conto di transito, la contestualità del passaggio dei contributi al sistema Casse e la gestione degli inevitabili problemi.

Il tutto per garantire che oltre 1 milione e 200 mila versamenti, provenienti da circa 100mila imprese, per un importo complessivo di oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro siano correttamente gestiti e vengano accreditati entro la fine di ciascun mese, in maniera automatica ed in tempo reale, sui 115 conti delle nostre Casse Edili e Edilcasse.

Questo l’esempio più chiaro di cosa significhi “sistema integrato”: la CNCE fa parte di tale sistema perché fornisce alle imprese e alle Casse Edili/Edilcasse un servizio essenziale perché, come oggi, i versamenti delle prime finiscano alle seconde ma creando il valore aggiunto del vantaggio compensativo per le imprese e del maggiore flusso contributivo per le Casse e, quindi, per i lavoratori.

L’essere parte del sistema integrato è ad oggi un requisito imprescindibile per la Commissione paritetica chiamata, quindi, a ricoprire un ruolo strategico per il settore, funzionale a rendere più efficiente e meno costoso il sistema nel suo complesso, segnando un passaggio fondamentale nello sviluppo della bilateralità nel nostro settore.

Il sistema integrato – SBC
E sistema integrato è da identificarsi anche nella stretta collaborazione della CNCE con gli altri due Enti nazionali della bilateralità, il FORMEDIL e la CNCPT, per creare una tessuto capillare e compatto sul territorio in grado di sostenere il mondo delle costruzioni. Questo è stato proprio l’intento con le quali le Parti Sociali da qualche tempo hanno iniziato a progettare l’SBC-Sistema Bilaterale delle Costruzioni – che ci aspettiamo possa prendere presto piede in maniera concreta nelle forme e nei modi che le Parti riterranno opportuni. Perché solo attraverso una vera integrazione, che significa anche una rivisitazione della bilateralità in termini di costi di gestione, che può affrontarsi un futuro più sicuro e competitivo per il settore.

Il numero si apre con l’intervista al Presidente ed al Vice Presidente che tocca diversi aspetti, dall’esperienza maturata in qualità di amministratori dell’Ente Cassa a spunti di attualità quali, Expo e la crisi economica e produttiva, ormai strutturale del nostro settore. Nel ringraziare il Presidente ed il Vice Presidente per il cammino percorso insieme in questi tre anni auguriamo in particolare a quest’ultimo, che termina il suo mandato, di continuare a raccogliere tante soddisfazioni, professionali e personali.
Da un punto di vista nor-mativo, è stato dato ampio spazio all’”ipotesi di accordo” per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane e delle Piccole e Medie Imprese industriali dell’edilizia ed affini sottoscritto lo scorso 24 gennaio dalle Associazioni artigiane edili e dai sindacati di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil ed agli accordi sottoscritti dalle Organizzazioni territoriali nei mesi di dicembre 2013, gennaio e marzo 2014, finalizzati a rispondere alle necessità personali e familiari dei lavoratori e a contenere gli oneri a carico delle imprese. In particolare, l’accordo provinciale sottoscritto da Assimpredil Ance e dai sindacati di categoria territoriali in data 17 dicembre 2013 riguarda l’estensione della validità della prestazione sociale trattamento C.I.G.O., istituita in via sperimentale in data 1° marzo 2013, e della sospensione del contributo aggiuntivo a carico delle imprese, previsto dalla Contrattazione Collettiva nazionale di settore vigente, pari allo 0,30% della retribuzione percepita dal lavoratore apprendista per poter beneficiare del trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria erogato dalla Cassa Edile (accordo sottoscritto in data 10 gennaio 2014 anche dalle Associazioni artigiane edili e dai sindacati di categoria territoriali). In data 3 marzo 2014 Assimpredil Ance ed i sindacati di categoria territoriali hanno sottoscritto un altro accordo riguardante il riconoscimento per l’anno in corso agli operai e agli impiegati in forza, con decorrenza 1° gennaio 2014, di un’anticipazione mensile dell’Elemento Variabile della Retribuzione (EVR), la riduzione dell’aliquota contributiva a carico delle imprese per il finanziamento del “Fondo per la sicurezza” dallo 0,20% allo 0,15% dell’imponibile Cassa Edile fino al 31 gennaio 2015 e la proroga del contributo una tantum in cifra fissa in favore delle imprese iscritte in regola con i versamenti e presso le quali sia designato o eletto il rappresentante aziendale dei lavoratori per la sicurezza (RLS).
Sul fronte servizi è stata ricordata la convenzione con i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) volta ad offrire ai lavoratori iscritti un’assistenza gratuita alla compilazione della dichiarazione dei redditi e la possibilità, da quest’anno, per i lavoratori registrati al sito web di Cassa Edile, di scaricare il modello CUD dall’area “Servizi on-line”.
Da ultimo si evidenzia che è stata inserita anche la locandina della seconda edizione della Festa dell’Edile, con relativa scheda di partecipazione, che si terrà domenica 15 giugno presso la sede del Tiro a Segno Nazionale di Viale Achille Papa, 22/b a Milano.

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